Ansia e stress nella società moderna

King Crimson

Qualche tempo fa ho partecipato a un convegno sulle possibili cause e fattori che determinano ansia e stress. Principalmente si è parlato di ansia e stress nella società moderna (anche se l’indice di stress e l’origine di questa patologia risalgono a tempi arcaici) e da questo incontro ho iniziato ad interessarmi alla questione, essendone anche io in qualche  modo inevitabilmente coinvolta.

Quando l’uomo si trova in una situazione di pericolo si manifestano degli impulsi neurologici, psicologici e fisici, che innescano uno stato di fuga o di attacco al pericolo stesso, determinando uno stato di forte alterazione che può provocare in alcuni casi stress e forte agitazione, con conseguente incapacità di rispondere con prontezza e lucidità al pericolo. La parola stress non a caso ha origini etimologiche di stampo ingegneristico, troviamo ovvero una definizione di “stato tensionale interno di un materiale che può essere alterato attraverso l’applicazione di forze o sollecitazioni esterne che provocano una deformazione dello stesso eventualmente fino ad un limite massimo detto carico di rottura, oltre il quale il corpo raggiunge rapidamente una nuova condizione di equilibrio.”

L’ansia e lo stress sono geneticamente intrinseche nella natura dell’uomo ma per cause e fattori molteplici, quali ambiente, contesto, problematiche di natura relazionale e soprattutto di profonda conflittualità interiore, possono incidere e alterare la personalità e quindi incidere su diversi ambiti della vita di un individuo: lavoro, relazioni personali, affettive eccetera.
Questa incapacità di adattamento al cambiamento provoca diverse disfunzioni, che si manifestano in modo differente in ogni individuo. Alcune distorsioni come aggressività, chiusura, sono un modo per difenderci dal pericolo.
Anche la sfera sessuale viene alterata e quindi si è discusso di patologie come eiaculazione precoce e impotenza, che sono disfunzioni che colpiscono sempre più il sesso maschile in qualsiasi fasce d’età, dall’adolescenza, all’ età avanzata.
Nel caso del sesso femminile, stress e ansia possono causare disturbi come dispareunia, che genera all’atto sessuale forti dolori a livello degli organi genitali, vaginismo, che determina una costante contrazione non volontaria dei muscoli vaginali nel tentativo di una penetrazione.
Queste terribili disfunzioni provocano sia nell’uomo che nella donna una profonda perdita del proprio valore, poiché nell’uomo la perdita di quella potenza è sinonimo di impotenza e quindi ci si sente inadatti e incapaci di soddisfare il nostro partner ma anche incapaci arrivare a soddisfare il nostro piacere, bisogno psicologico e fisiologico.

La guarigione psicologica è di essenziale importanza al fine di una guarigione fisica.
Esiste, inoltre, un altro ambito dove viene spesso canalizzato lo stress, ovvero dell’ambito professionale e lavorativo, oggetto spesso di numerose ricerche delle diverse metodologie psicologiche e sociali.
Nello specifico, si è parlato di sindrome di burnout, ovvero” l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere.” L’etimologia del termine burnout, significa bruciare, quando la fiamma inizia ad ardere, si alimenta e difficilmente riesce a ridurre la sua intensità.
Questa sindrome colpisce una figura professionale quando essa viene messa in discussione, viene in un certo senso smisurata o a volte confrontata con altri membri del gruppo di lavoro. Questa perdita del potere sul luogo genera un senso di inadeguatezza, un conflitto tra la stima personale e ciò che ci chiedono di fare. Si genera la cosiddetta morte professionale, depersonalizzazione dell’io.
Inoltre, anche quando siamo all’apice dell’ottimismo possiamo sentirci bruciati dall’ansia e in continuo conflitto da ciò che siamo e ciò che ci chiedono di fare.
Ecco che l’inadeguatezza, torna ad essere il fattore responsabile dello stress.

Il dualismo corpo e mente è la chiave di volta per ottimizzare un risultato.
Siamo alle nozioni conclusive del convegno. Abbiamo visto un po’ di spezzoni salienti del film, “Un giorno di ordinaria follia”, storia di un uomo che da un giorno all’altro perde tutto quello che aveva costruito nella sua vita, come il lavoro e la famiglia.
locandinaQuesta perdita darà origine a comportamenti devianti  nei confronti della società che lo ha reso sempre più solo e alla deriva, nell’anarchia più totale. E’ un uomo che ormai ha perso completamente il senso della realtà sociale e individuale, ripudiato quindi dalla società si sente perso e inizia ad alterare la sua personalità.
Non si esclude nella totalità dei casi individui che conducono apparentemente una vita emotiva normale ma che poi all’apice di forti tensioni, manifestano atteggiamenti devianti e aggressivi e possono compiere azioni tremende, dettate da quell’impulso che chiamiamo raptus.

Ognuno manifesta e canalizza le proprie tensioni in diversi modi e per diverse cause e fattori le somatizza fino a quando il nostro corpo e la nostra mente non riescono più a sopportare il carico di tensione emotiva.
Quindi, ciò che vuole uscire, esce e deve uscire, perché così che possiamo arrivare alle radici del problema, che sia un problema di natura psicologica o neurologica.
Voglio, così concludere la mia esperienza, vivendo in primis questa problematica con me stessa di forte conflittualità e incapacità di relazionarmi ed essere sempre efficiente nella vita

L’epoca delle passioni tristi è un quadro ben definito. Le passioni si stanno spegnendo perché abbiamo perso il senso e il valore della comunicazione e dello stare insieme, abbiamo perso quella concentrazione emotiva e fisica nei confronti di noi stessi e degli altri, arrivare a compiacere un desidero è diventato facile e scontato, tutto messo su scaffali ordinati, dove non dobbiamo far altro che scegliere, perché tanto quello che vogliamo, ci viene messo davanti agli occhi.
E’ solo l’indecisione a farci sprofondare nell’ansia, volere tutto e subito in quantità sproporzionata spegne le passioni, queste si conquistano giorno dopo giorno, le passioni si devono desiderare come un regalo.
Sono passioni tristi perché vuote. E’ un pacco che quando lo apriamo è vuoto, e alla fine ci resta amarezza e profonda delusione, perché in fondo volevamo solo qualcosa in più.

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Martina Porcelli. Studio Sociologia a Napoli, e non so ancora cosa posso aspettarmi dalla vita, ma ci sto lavorando, giorno dopo giorno.
Mi piace coltivare emozioni in tutte le sue forme.


*I fatti qui raccontati vogliono descrivere le idee e la personalità di chi parla. in nessun caso bagni pubblici intende prendere posizioni riguardanti idee politiche, religiose e di qualsiasi altro tipo a meno che non venga espressamente dichiarato dal sottoscritto. pertanto declino ogni responsabilità dovuta ad affermazioni o ad azioni compiute dagli intervistati che potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno. Carol Christi