Antonio

Antonio era napoletano, ora è irlandese
parla inglese alla napoletana
Antonio era uno scugnizzo
uno di quelli che giocava scalzo per la strada
“quando alla sera ci si poteva radunare
a chiacchierare e Napoli era ancora una città vivibile
e c`era la fatica”
Antonio ha due ristoranti
una moglie, due figlie
cinque nipoti, una Mercedes beige
ma nessuna di queste ha a che fare con Napoli
“è una città morta, fuitenne” mi dice
mentre guarda fisso alle mie spalle come a cercare il mare
e sento il dolore nelle sue parole
Antonio ha viaggiato tanto e ora si sente stanco
Antonio ha 50 anni circa e più della metà li ha spesi in giro per il mondo
ora si è arreso
e se ne sta seduto sul divano sbuffando e dando ordini
Antonio che giocava a pallone scalzo alla Sanità
Antonio che torna a casa solo per le feste
Antonio che emigrò a vent`anni
Antonio che non m`ha fatto sapere più niente
Troppe domande forse
Troppi ricordi
Forse
Antonio non tornerà.

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Ateo, vegetariano, accarezzatore di gatti, fotografo di bagni pubblici, poeta mai per scelta, psicologo in divenire, a volte cammino. Nel tempo libero intreccio fiori e invio foto oscene.
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