Essere una drag queen – intervista a Ivy-Shadow

Mi chiamo Daniel, in arte Ivy Shadow, ho 19 anni, vengo da Napoli e sono una Drag Queen.

Chi è Ivy-Shadow?

Ivy è un’artista, un personaggio, che dà tanto in ogni suo spettacolo, diciamo che è la parte “impulsiva” di Daniel… E’ etichettabile come la solita ragazzina un po’ stupida ma, in fondo, furba e camionista, soprattutto.. dati i suoi modi di fare ben poco aggraziati. Il nome, letteralmente, significa ” Edera Ombrosa”… L’edera è quella pianta che può arrivare ovunque se solo vuole, un po’ come me; “ombrosa” è perché in tutti noi c’è un piccolo lato oscuro, ma in molti tendono a sopprimerlo, quando poi, a mio parere, spesso ci serve per affrontare i problemi della vita.

Quindi Ivy-Shadow rappresenta il tuo lato impulsivo e sfacciato?

Sicuramente! Daniel, in sé, è un ragazzo timido e impacciato, Ivy, invece è quel lato “forte”, quella parte di me che riesce a farmi andare avanti in ogni occasione. Basta salire su un palco e lascio dietro tutti i miei problemi!.

Chi sono le drag Queens?

Le Drag Queens sono personaggi, sono artisti.. Letteralmente vuol dire “Regine dello Strascico”.. Sono artisti che intrattengono il pubblico con spettacoli, di genere diverso in base al contesto…

Ad esempio?

Beh, ci sono Drag Queens da discoteca, le cosiddette “Androgine”, che tendono a lasciare qualche segno “maschile” nel loro personaggio, spesso ritrovati come figure di “Vocalist”. Poi ci sono le “ShowGirls”, quelle Drag più stravaganti, colorate, un mix perfetto di trucco, parrucco e colori, che portano sul palco grandi esibizioni, spesso di grandi e “antiche” (scusa il termine) Showgirls, ma anche di nuove icone della musica e della televisione. Infine, ma non per importanza, ci sono le Drag Queens “Classiche”.. Quelle Drag che fanno spettacoli più lenti, riportando in scena le Grandi Dive, come Mina o Mia Martini, tanto per fare due esempi, o portano in scena spettacoli comici, ovviamente sempre accompagnati dalla musica, in quanto tendo a precisare che il nostro lavoro è fatto principalmente di playback di canzoni o pezzi recitati. Ci sono tanti tipi di Drag, ma abbiamo tutte lo stesso obiettivo : divertire e allietare il nostro pubblico.

Perché le persone chiamano una drag queen?

Per portare qualcosa diverso a un loro evento, a una festa. Qualcosa di divertente ma mai volgare.

Quale fascia di pubblico va a vedere uno spettacolo drag queen?

Le Drag Queen dovrebbero fare spettacoli per un pubblico di qualsiasi età, ovviamente in base a dove si esibisce.. Per esempio, non posso portarti una performance da discoteca, con musica house e quant’altro, a un battesimo , ci sono più tipi di Drag e ogni tipo ricopre comunque uno o più campi! Una Drag da discoteca attirerà sicuramente più ragazzi giovani, una Drag Classic richiama un pubblico un po’ più grande, ma non ci sono regole fisse, ovviamente.

Come si diventa drag queen, come hai cominciato?

Beh non si diventa Drag da un giorno all’altro.. Io sentivo la cosiddetta “vocazione”, anche se iniziato tutto per gioco, in quanto pensavo fosse un semplice gioco di travestimenti, ho apprezzato, poi, quest’arte.. Sì, noi portiamo “arte” su un palco… Con il tempo sviluppi un senso estetico e più critico per quanto riguarda questo lavoro, ogni volta spingo a migliorarmi di più… Ricordo il mio primo spettacolo: un body e una parrucca, mai vista me stessa più brutta di allora.. Fortunatamente ho avuto amici che mi hanno dato modo di iniziare per bene questo lavoro, appoggiandomi, aiutandomi e facendomi lavorare.

Quanto guadagna una drag Queen?

Beh, qui entri nel personale. Personalmente non mi lamento, ovviamente, per me, non puoi sostituirlo a un lavoro quotidiano, in quanto ci sono spese per ogni spettacolo e mi è capitato, a volte, che quanto ricevevo non riusciva a ricoprire quanto spendevo.. In ogni caso io mi baso da evento a evento, partendo da una quota fissa che si alzerà a seconda dall’evento e dalle persone che mi ingaggiano. Ciò mi offre più possibilità di lavoro.

Qual è lo studio che si nasconde dietro a questa passione?

Sicuramente lo studio di un perfetto playback di una canzone, almeno io parto così… Decido l’esibizione, imparo il Playback, scelgo i costumi, li cucio, gli accessori, le parrucche e il Make Up.

Quanto ci impieghi a prepararti?

Mah, dipende.. Una settimana in genere.. Dipende dalla difficoltà dell’esibizione e di tutto il resto.. Ivy ama cambiare look ogni volta che entra in scena, quindi c’è un gran lavoro ogni volta per la scelta di tutti gli elementi dell’outfit da me scelto.. Sicuramente la cosa che mi impiega più tempo sono i costumi.. Preferisco cucirli da solo, sia per un fattore “personale” che per un fattore “economico”.

Ci sono drag queen e drag king, qual è la differenza ?

Il sesso, semplice.. Per quanto ne so io le Drag Queen sono principalmente uomini, i Drag King sono delle donne!.

Hai scritto che ”Ormai l’idea comune di “Drag Queen” è quell’ “artista” che svolazza avanti e indietro per il palco, saltando, facendo mosse di danza, spaccate, ruote e quant’altro… ricordiamoci che non è tutto. Siamo Drag Queen quando comunichiamo qualcosa al nostro pubblico, quando lo facciamo divertire, emozionare. Siamo Drag Queen anche quando facciamo un pezzo lento, immobili, e comunichiamo solo con la forza del playback e dell’interpretazione.”  Quanto è importate per te il contatto col pubblico?

Il contatto con il pubblico è indispensabile, il tuo lavoro non finisce dopo lo spettacolo.. la gente paga per divertirsi, anche dopo l’esibizione, se ad esempio mi trovo a un evento più formale come matrimoni o altro, prendo il microfono in mano e inizio a giocare con il pubblico, in quel momento sono loro che “ti fanno lavorare”, nel senso che molte battute, frasi, o altro, sono fatte grazie al pubblico, grazie a chi mi trovo davanti,, in base ai loro comportamenti, risposte, e a volta anche “fattezze fisiche”.. Ovviamente il tutto sempre con eleganza, simpatia senza arrivare al volgare e all’offesa.

Riguardo ai concorsi, a quanti ne hai partecipato?

Ho partecipato a Miss Drag Queen Campania l’anno scorso e sto partecipando a Drag Factor – The Italian Race Selezioni Sud-Ovest!.

Come si svolge un concorso?

Beh dipende dal concorso, per farti un esempio.. Miss Drag Queen Campania 2012 si è svolto con una sfilata a tema e una elegante, entrambi volte a mettere alla prova il personaggio per quanto riguarda la creatività, il portamento e l’imporsi di un tema, come spesso può accadere a un evento… Poi c’è l’esibizione.

Che dote deve possedere una brava drag queen?

Carisma, charme, simpatia, ironia, la capacità di dare qualcosa al pubblico. Tendo a ricordare che siamo comunque artisti e non ballerini o “femminelle” sui tacchi.

Che consiglio daresti a chi vuole affacciarsi per la prima volta in questo mondo?

Rimanere sempre umili, c’è tanto da imparare, sempre, mai strafare nelle cose e soprattutto avere PASSIONE e DEDIZIONE per questo lavoro.

Qual è l’orientamento sessuale di una drag queen?

Principalmente omosessuale, ma ci sono comunque Drag Queen etero.. spesso le troviamo anche a teatro!.

Che cos’è l’omofobia?

Per me l’omofobia è un odio irrazionale verso il diverso, che poi diverso non è, una stupida restrizione mentale verso una persona che ama una persona del proprio sesso.

Qual è stata l’esperienza più rilevante che hai vissuto durante un esibizione?

Ogni esibizione per me è importante, ogni esibizione mi lascia qualcosa.. Sicuramente la più bella, a mio parere, è stata quella del mio primo concorso.. L’ansia, le complicazioni, per quanto possa essere stata brutta visivamente, e l’ ammetto perché non mi sono affatto piaciuto, ma è stata quella che più mi ha aiutato a crescere.

A quale personaggio ti piace ispirarti durante le esibizioni?

Non c’è un personaggio preciso, in ogni esibizione sono semplicemente Ivy, forse sono un mix di grandi donne con un pizzico di Rambo.

Cosa ti piace di più di questo mondo e cosa non ti piace?

Beh, sicuramente adoro i colori, le emozioni, l’ansia prima di ogni spettacolo.. purtroppo c’è tanta concorrenza e molte mie colleghe sono inviperite, anche se non nego che anche io un po’ lo sono e sicuramente odio la restrizione mentale che vi è verso questo mondo. Non possiamo parlare di omofobia, però, quando la restrizione è fatta proprio da persone omosessuali…

Che restrizioni mentali ci sono da parte di persone omosessuali verso il mondo drag queen?

Non ci crederai, ma anche alcuni omosessuali sono ristretti verso il mondo Drag, in molti ci etichettano come travestite, prostitute e quant’altro, anche nelle relazioni personali, spesso, questo mondo influenza.
Alcuni dei miei ragazzi non vedevano di buon occhio questo mio lavoro, perché per loro perdevo di mascolinità, quando poi, non riuscivano a capire che il nostro è un semplice lavoro e quello è solo un personaggio.

Napoli, che città è?

Amo Napoli, ma ha bisogno di crescere, di evolversi, ci sono troppe cose che ancora non riesce ad accettare.

Cos’è per te la felicità?

In questo momento non sono proprio felice, ma vado avanti e penso che il primo giugno ho uno spettacolo e avrò modo, spero, di riprendermi. Non esiste una felicità assoluta, ne sono sicuro. Ci saranno sempre problemi che intaccheranno la tua felicità.. Ma sicuramente sono felice quando ho delle persone al mio fianco che mi amano e fortunatamente ho un gruppo di amici che farebbe di tutto per me, sono felice quando ho, o meglio avevo “lui”, al mio fianco.. sono felice quando lavoro, sono felice quando mia mamma è felice.
In questo periodo la mia felicità la devo a quei 12 ragazzi, la mia vita. Non ti nego che un po’ mi commuovo a scriverlo e pensarci.

Cos’è per te l’amore?

Ora come ora non lo so più. Spero solo che arriverà.

Per me è tutto, se vuoi aggiungere qualcosa puoi farlo

Voglio solo ringraziare tutte le persone che mi sono vicine, che mi vogliono bene, che mi appoggiano e soprattutto voglio dire : Non smettete mai di credere in qualcosa, se vi piace, inseguite il vostro sogno, a ogni costo, si vive una sola volta e la vita è breve per lasciarselo scappare ma, semplicemente, rimaniamo sempre umili, con i piedi per terra.

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Ateo, vegetariano, accarezzatore di gatti, fotografo di bagni pubblici, poeta mai per scelta, psicologo in divenire, a volte cammino. Nel tempo libero intreccio fiori e invio foto oscene.
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