Ho provato la nuova erba legale, ed è stato un vero sballo

Quando voglio fare una cosa forse la faccio, ma se qualcuno mi dice che non devo farla, allora voglio farla assolutamente. Anche col rischio di finire nei guai o di venire additato da qualcuno. Ci sono troppe cose che vale la pena fare, soprattutto se sono cose che appartengono a riti-passaggi comuni di un adolescente, perché nel mio caso mi riferisco a questo, in una società che già di per sé è ambigua e contraddittoria.
Ti dice “compra l’alcol così ci guadagniamo tutti” ma se guidi ubriaco sei un potenziale omicida.
Oppure “il fumo provoca il cancro ai polmoni e ti fa diventare sterile, ma perché non provare questo nuovo pacchetto in edizione limitata?”.
La nostra società è fatta di queste cose, ti costruisce intorno un recinto per difenderti e vantarsene, ti fa tenere gli occhi incollati al recinto e non gliene frega niente se intanto il tetto sopra la tua testa crolla.
L’interrogativo fondamentale che dovremmo porci invece è: può qualcuno che si interessa di noi in termini economici interessarsi di noi anche in termini di salute e prevenzione?

Devo ammettere purtroppo che la domanda non è solo questa. Se considerassimo la questione solo in termini di salute psico-fisica ne saremmo venuti a capo da un bel po’ di tempo. Il problema è che di quesiti ve ne sono innumerevoli e le risposte continuano ad essere inefficaci. Sarebbe meglio quindi trattare una domanda per volta e la risposta che voglio dare ora al quesito: come ridurre l’attrito tra una richiesta di un qualcosa che arricchisce le mafie e finanzia le guerre, e un rito che è ormai radicato nella nostra cultura riconosciuto sempre di più per le sue utilità benefiche e economiche? Tutelandone gli aspetti, distribuendone le ricchezze.

Una volta ero così fatto che scambiai mia moglie per un cappello…
«E’ roba buona» Mi aveva assicurato lo spacciatore tendendo la mano attraverso un cancello.
Mi fidai entusiasta, forse era la prima volta. Volevo solo andarmene da lì. Ogni tanto un auto della polizia attraversava quel vicoletto facendomi gelare il sangue, ma i poliziotti parevano indifferenti all’evidenza, o forse avevano tutto sotto controllo e stavano cercando pesci più grandi.
Lo spacciatore aveva occhiali scuri ed era paranoico come non mai, e più che un camorrista mi pareva un poverocristo. Non vedeva l’ora che me ne andassi, e io non capivo chi stava peggio tra noi due.
Tornai a casa e provai quell’erba dall’odore pungente. Ne spezzettai le infiorescenze con le dita e le unii al tabacco di una Marlboro rossa. Il sapore era intenso, forte, plasticoso, un odore a cui mi sono abituato negli anni, uno di quelli che impari a riconoscere, come l’odore di carne arrostita tra i vicoli la domenica all’ora di pranzo. Ne fumai trequarti e la spensi. Passai il tempo a fissare il vuoto, ero talmente fatto che scoprii il segreto che si nasconde dietro le scie chimiche, solo che adesso non me lo ricordo.

Per me l’erba era il divertimento di infrangere una regola, punto e basta, figurarsi se a sedici anni ho avuto una coscienza etica che andasse oltre qualche parolaccia e mano morta.
Oggi non posso dire di essere un consumatore abituale. L’erba per me è come quell’amico un po’ triste che non ha sempre voglia di uscire, ma che nonostante tutto avete bei ricordi insieme perché è stato un vero matto in vacanza, e ora vi salutate da lontano e tu ripensi a quella volta che era talmente ubriaco da accoppiarsi con un albero…
Fumo quando capita, se capita, non ne sono mai stato dipendente, non è mai stata per me una gateway drug più di quanto non lo sia oggi alcol o il tabacco o un film di Tarantino. Non ho mai visto una rissa tra fattoni, al massimo enormi orge slow motion. Non compro più dagli spacciatori perché so che quei soldi finanziano le mafie e io sono contrario alle mafie. Non credo all’equiparazione tra droghe leggere come la cannabis e le droghe pesanti come la cocaina e l’eroina. Andrei ad Amsterdam per vedere i tulipani e fumare erba buona. Sono a favore della legalizzazione come mezzo per diminuirne il consumo incontrollato tra i giovani e iniziare una riscoperta di un’economia sommersa che finanzi la ricrescita e non più le pistole.

Davanti a me ho due canne, apparentemente sono uguali ma una è illegale e l’altra è legale.
L’erba della prima puzza di sangue, di additivi chimici (di lacca, di lana di vetro, di piombo, di alluminio, di ferro, di cromo, di cobalto ed altri metalli pesanti altamente nocivi) e proviene da chissà dove, e comprandola alimenti quella stessa controcultura che vuole renderti schiavo della violenza e portarti a fare quei compromessi che ti rendono una persona artefice di un sistema che rischia il collasso, di una macchina arrugginita ormai senza armonia che fatica ad andare.
La seconda è la soluzione. La compri in negozio. Il commesso non è paranoico e al massimo è un po’ fatto perché vende legale ma fuma illegale, suo malgrado. La provo.
Com’è? L’odore è quello dell’erba di tutti i giorni, ma meno chimico, infatti non è stata trattata con additivi chimici. Ed è volutamente non tritata per questioni di trasparenza (giustamente se è tritata non sai cosa stai per fumare), quindi si presenta pieno di semini da mettere da parte (li farò piantare da mia madre dicendole che è rosmarino).
Sballa? No: ha una concentrazione di THC inferiore al 0,6% (limite previsto dalla legge italiana ) e gli effetti psicotropi sono davvero blandi, al massimo ti rilassa un po’e ti viene un accenno di appetito, niente di più. L’ho provata sia col tabacco che con una pipetta, e non è cambiato molto.
Quanto l’hai pagata? 17 euro per 10 grammi. L’erba illegale in Italia può costare anche 9 euro al grammo.
Dove l’hai comprata? In un normale negozio di articoli da fumo, basta fare una piccola ricerca.
Quindi non sballa, perché dovrei comprare questa? Perché quest’erba legale è tassata, e quando lo stato capirà l’enorme guadagno che può farsi inizierà a legalizzarne l’uso non solo terapeutico ma anche a scopo ricreativo, e allora avremo un’erba pulita, legale e controllata dalla legge. Non dovremmo più affidarci ai paranoici dello spaccio.
Quindi com’è questa nuova erba legale? E’ un inizio.

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Ateo, vegetariano, accarezzatore di gatti, fotografo di bagni pubblici, poeta mai per scelta, psicologo in divenire, a volte cammino. Nel tempo libero intreccio fiori e invio foto oscene.
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