Il corpo che gioca – Intervista a Claudio Mastropietro

La pittura non dovrebbe essere solamente retinica o visiva; dovrebbe aver a che fare con la materia grigia della nostra comprensione invece di essere puramente visiva […]

Marcel Duchamp

Presentazioni

Il mio nome è Claudio e adesso ho 25 anni ma solo di numero e vengo da un piccolo paese in provincia della Basilicata che si chiama Sant'arcangelo e son venuto a Napoli per studiare arte in particolar modo pittura, che dire se potessi tornare indietro ci penserei molto nel rifare tutto poiché non ci sono riscontri, non so perché forse non so spiegarmelo, non sono abbastanza "artista", è molto difficile da spiegare anche perché sono molto introverso soprattutto nel rapportarmi con i ragazzi, io dico sempre di essere stato abituato male e mi sento totalmente confuso e a disagio con gli altri…

Com’è iniziata? Quando hai deciso di voler diventare un pittore?

Mah! io ho sempre pensato da piccolo che era una di quelle cose passeggere, sai quando un bambino prende un giocattolo e dopo si stufa? bè mi sono reso conto a 14 anni ovviamente in maniere ingenua senza sapere del duro lavoro che c'è dietro. Io in realtà non mi definisco un pittore ma un oggetto della pittura, questa cosa l'ho scoperta in questi mesi osservando il mio corpo e quindi sfruttarlo come se fosse un oggetto – attrezzo per cercare di esprimere qualcosa, ma sono ancora al "principio" poiché “l’arte" è un percorso prima con se stessi e poi con tutto il resto.

Cos’è per te l’arte?

Per me l'arte e un mezzo soprattutto di espressione, un voler farsi capire in modi "diversi" ma è anche il quotidiano nel senso che se l'artista deve esprimere lo fa coinvolgendo tutto se stesso, o meglio quella parte di noi stessi che non conosciamo, come capita a me, anche se premetto che definirsi artisti è un parolone

Qual è l’artista o il movimento che ti ha influenzato maggiormente?

Tutti e nessuno, per me sono indispensabili tutti, anche l'arte preistorica, quella egiziana che è importantissima e gli esponenti ultimi dell'arte di oggi.

Da Cimabue a Warhol… Quello che senti più vicino?

Forse Warhol per la sua modernità e quindi mi sento più vicino a lui.

A cosa pensi quando dipingi? Qual è l’emozione che ti spinge a creare?

La passione, l'amore, la rabbia, la curiosità di vedere l'atto finito.

Che vuol dire secondo te essere artista?

Essere libero.

Quando un’opera può essere definita artisticamente valida?

Quando vedi ciò che non ti aspetti.

Quanto pensi che conti la sensibilità in questo campo?

Tutto. La tecnica è relativa, sì aiuta ed è importante, è l'ABC, però la sensibilità esprime.

A proposito della tecnica, cosa ne pensi delle scuole di pittura?

Sono molto importanti, possono aiutarti ma ciò che le scuole devono fare è insegnare la storia dell'arte, che è indispensabile.

Ultima mostra che hai visto?

L'ultima mostra è stata su Francesco Clemente,  se si vuole citare uno importante, è un'artista napoletano che lo si può vedere al madre con il suoi cicli di affreschi… Insomma è uno tosto dell'arte italiana di oggi.

E qual è stato il quadro che ti ha colpito di più?   

francesco_clemente_Ab_Ovo

Questo e l'affresco del Madre, credo sia molto importante poiché non solo affronta la sessualità ma affronta le sue esperienzeculturali, l'artista viene definito nomade poiché ha viaggiato, e soprattutto l'india è stata la sua grande ispirazione.

Cosa ne pensi dell’arte contemporanea in genere?

Penso che sia sottovalutata sotto certi aspetti, soprattutto da chi di mestiere fa altro…

Cioè?

Mia madre non capirebbe mai Duchamp o Basquiat o Haring… Tutti loro hanno voluto esprimere a proprio modo non solo se stessi ma hanno voluto anche sensibilizzarci a fatti sociali come l'AIDS.

E dell’evoluzione dell’arte fino a oggi?

Penso sia stata un'evoluzione necessaria, l'uomo cambia e cambiano le esigenze

Marcel Duchamp disse a proposito della pittura “La pittura non dovrebbe essere solamente retinica o visiva; dovrebbe aver a che fare con la materia grigia della nostra comprensione invece di essere puramente visiva […] Cosa ne pensi?

Penso che è il pensiero profondo di un genio ed ha assolutamente ragione, la pittura nasce in primis dentro di noi, nel cuore, nel cervello e nell'atto di fare…

Un aggettivo per queste sue opere

Dada_Marcel_DuchampDivertente.

Marcel-Duchamp-Bottle-dryerUtile.

duchamp10Indispensabile.

Cosa vuol dire essere un’artista a Napoli?

Essere fatti di droghe.

Provieni da un piccolo paese della Basilicata, in cosa è diversa Napoli e quali sono state le difficoltà maggiori che hai trovato?

Bè la città ha il suo fascino, ha i grandi palazzi, pensa che la prima volta che venni a Napoli e vidi il centro direzionale pensavo fossi a New York. Secondo me la città è l'emblema della libertà dell'uomo, io dal piccolo paese ho potuto osservare diverse culture, diversi modi di pensare ma anche i disagi che essa ha e a Napoli come in molte città italiane si sa di problemi ce ne sono.

Dove ti vedi nel futuro? Cosa ti aspetti?

Non saprei magari in strada o casa di mamma, vivere con dignità e magari fare dell'arte un lavoro anche se è molto molto difficile siamo troppi.

Cos’è per te la felicità?

La felicità è quell'attimo che lo si raggiunge con la pace in se stessi.

Cosa ne pensi dell’amore ai tempi di Facebook?

L'amore non c'è o meglio è raro, penso solo che i ragazzi, parlo di ragazzi perché le donne non sono il mio forte, comunque penso che esiste solo il sesso, i giovani pensano solo a quello poiché l'amore è diventata una responsabilità troppo grande. 

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Ateo, vegetariano, accarezzatore di gatti, fotografo di bagni pubblici, poeta mai per scelta, psicologo in divenire, a volte cammino. Nel tempo libero intreccio fiori e invio foto oscene.
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