Natale 1991 mi ha ricordato che da piccoli indossavamo dei gran brutti maglioni

L’altro giorno mi è capitata fra la mani una vecchia VHS. Sì certo, direte voi, mo vuoi vedere che proprio sotto Natale trovi un filmino di Natale, e scrivi un articolo che parla di questa strana coincidenza e ci vuoi far credere che tutto questo è successo per caso? Avete ragione, in realtà non posso dire di non sapere cosa ci fosse all’interno, anche se mi sarebbe piaciuto. Sarebbe stato bello aprire all’improvviso quel mobile pieno di cose inutili che si accumulano negli anni, e scoprire ricordi ormai dimenticati. Ma non è stato così. Io sapevo esattamente cosa ci fosse all’interno e in realtà non avevo neanche bisogno di rivederlo, perché io, per certi versi, vivo ancora in quella cassetta. E poi la scritta sul lato della custodia parla chiaro: Natale 1991. Quindi se mi fate parlare vi spiego la storia qual è. E scusatemi la fretta.
Ho questa cassetta di Natale, e sapevo esattamente dove fosse, così l’ho presa e l’ho inserita nel videoregistratore, ho collegato la presa scart alla televisione, come facevamo noialtri cresciuti negli anni ’90 e ho premuto rew. Il videoregistratore ha iniziato a riavvolgere il nastro: i ragazzi di oggi non sanno di cosa sto parlando, loro hanno tutto veloce, fanno tutto presto. Forse noi eravamo più pazienti, dovevamo imparare ad aspettare. Play.

Era il Natale del 1991..

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L’immagine vacillante del presepe di mio nonno sulla televisione. Lui non è mai stato molto bravo in verità, era uno di quelli che faceva la cascata con la carta argentata, ma gli andava bene così, e a noi pure perché ci divertivamo molto a prenderlo in giro anche su questo. Nonostante tutto ci piaceva vederlo su quella televisione in soggiorno: significava che il Natale stava arrivando e così pure i nostri regali.

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Mia madre, mio fratello, mia cugina sono seduti a tavola ad aspettare la mezzanotte, manca poco. Mia madre non è cambiata poi tanto e a volte indossa ancora indumenti  di dubbio gusto. Mia cugina ora è diventata una donna e in fondo ha bei gusti in fatto di moda e di cultura in generale. Mio fratello ama l’hip hop e oggi non metterebbe mai quel maglioncino, anche se in fondo alcuni di voi staranno pensando che sia molto carino. Provate a chiederglielo.

Mio fratello anni ’90 che esulta davanti alla telecamera.
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Sopravvissuto a quel periodo buio della moda che ha attraversato gli ultimi decenni, è adesso padre di due bambini, ama cucinare e si addormenta ovunque.
*Aggiornamento: ora è padre di tre bambini, ma si addormenta ancora ovunque.

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Babbo Natale è arrivato, e noi siamo contenti. Ci fiondiamo titubanti ed eccitati sgamando all’istante il Babbo Natale volontario. Almeno noi tre, gli altri sono troppo piccoli per capirlo. Mia cugina in maglioncino rosa si siede sulle sue gambe. Un giorno lei mi spiegherà tutti i film coreani che non ho mai capito.

Il video si interrompe sul più bello: qualcuno ci ha registrato sopra “La storia infinita”, e un po’ la cosa mi fa sorridere, perché è proprio vero, i ricordi sono davvero una cosa infinita.

STOP
Ora alzo lo sguardo, Babbo Natale non c’è più così come quei maglioncini colorati e il presepe di mio nonno con la cascata argentata. Ma in compenso, nella culla, una vocina si lamenta che vuol mangiare. Lui ha due mesi e due enormi guance paffute, se ne frega del Natale e di quello che penso io: ti fissa, spalanca gli occhi e ride, come a prenderti in giro.
E in effetti devo dire che ha già capito tutto.

Guarda il video completo del Natale 1991

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Carol Cristi Ateo, vegetariano, accarezzatore di gatti, fotografo di bagni pubblici, poeta mai per scelta, psicologo in divenire, a volta cammino. Nel tempo libero intreccio fiori e invio foto oscene.
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*I fatti qui raccontati vogliono descrivere le idee e la personalità di chi parla. in nessun caso bagni pubblici intende prendere posizioni riguardanti idee politiche, religiose e di qualsiasi altro tipo a meno che non venga espressamente dichiarato dal sottoscritto. pertanto declino ogni responsabilità dovuta ad affermazioni o ad azioni compiute dagli intervistati che potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno. Carol Christi