Perchè siamo ciò che siamo, e perchè alcuni ci fanno più schifo degli altri

Sono andato in giro in cerca di me stesso, e alla fine mi sono piaciuto. Ma non perché io mi sia riscoperto o abbia trovato la pace interiore e altre cazzate simili fatte per gente disperata che le usa per trovare un senso o colmare vuoti nella loro vita (magari fosse così facile, avrei risolto da parecchio tempo iscrivendomi a un corso di uncinetto per giovani rammolliti) ma perché in giro c’è molto-molto di peggio, e tutto ciò mi fa sentire semplicemente molto meglio. C’è sempre qualcuno che sta peggio di voi: questa è la vostra fortuna.

Non sto dicendo che dovremmo ritenerci tutti fortunati, non posso salvare l’insalvabile. A dirla tutta alcuni di voi fanno più schifo degli altri e ne sono inconsapevoli, o peggio ancora ne sono consapevoli e pure fieri. Povere anime dannate incollate a una tastiera che hanno appena scoperto le potenzialità del pollice opponibile, pronte ad attaccarsi a qualsiasi cosa purché sia di facile comprensione, se solo poteste capire quanto a noialtri fa schifo quello che pensate, quello che dite, come lo dite, insomma ci fa schifo tutto di voi, ma non siete soli! Siamo pronti ad aiutarvi con una raccolta di firme per salvarvi da voi stessi e dalla vostra vita sterile e mediocre. Voi che avete più figli che opinioni pentitevi! O presto un bel giorno congedandosi cortesemente da voi vi inviteranno per diletto a compiere atti di onanismo e ne sarete pure fieri di cotanta creatività godereccia. Pentitevi! Le vostre idee sono la vostra alopecia, il vostro catarro al mattino, l’eiaculazione precoce quando siete a letto con vostra moglie bruttissima che spera in un futuro più hard perché alla tv hanno detto che fare l’amore in modo sfrenato aiuta a sconfiggere la ritenzione idrica e vi caccia dal letto mandandovi a dormire sul divano e il cane durante la notte vi lecca le palle e voi godete un casino perché sognate quel trans brasiliano che vi ha fatto provare emozioni nuove nonostante voi siate contrari al transessualismo e odiate neri, ebrei e omosessuali indiscriminatamente.

Tipica maglietta schifosa

Tranquilli, tranquilli, non parlo di voi che avete i capelli unti e le unghie nere, figurarsi che m’importa se il profumo che avete messo stamattina voleva coprire la puzza di cane bagnato che emanate naturalmente, o se nel dubbio state indossando gli stessi calzini da una settimana, tranquilli anche io lo faccio spesso voltandoli di giorno in giorno, in questo nessuno può giudicarci.

Non giudico il vostro terribile aspetto. Se avete pensato questo, anche solo per un istante sappiate che la superficialità è tutta vostra poiché io dico che lo schifo è relativo al come piuttosto che all’essere.Chiariamo il concetto, discolpandomi da queste ovvie accuse di superficialità che alcuni di voi schifosi e non mi state affibbiando, e giustamente. Leggendo queste parole schifose e così volgari vi siete resi conto che solo un deviato può pensarle e che io sia un certo senso come quelli che dico di schifare. E’ così vero? Avete ragione? Sì, avete afferrato il concetto. Contenti?

Ora facciamo qualche esempio per voi stupidi beoti ignoranti (se non capite vi faccio un disegnino e ve lo mando via mail in cambio di una vostra opinione costruttiva sull’argomento)

Esempio 1: Il ciccione
Quel tipo lì è ciccione e ti fa schifo.
Sei superficiale perché non lo conosci e ti stai affidando al tuo senso estetico dimenticando quella volta alle medie che eri in ritardo e sei sceso in strada in pantofole e hai pianto giurando di non farti vedere mai più in giro, ma poi alla fine ti sei tenuto il tormentone pantofola per anni, giurando che col cazzo che sarebbe capitato alle superiori ma attualmente metti le infradito col calzino bianco, che è il torto più grande che tu possa fare a te stesso e alla dignità umana in generale.

Esempio 2: Il ciccione nauseabondo
Quel tipo lì è ciccione, puzza e ha l’ascella chiazzata e ti fa schifo.
Forse sei superficiale, ma la tua opinione oggettiva di igiene personale potrebbe prevalere in questo caso, anche se per quanto tu possa definirti una persona pulita basterebbe aprire il tuo cassetto per trovarci le unghie dei piedi che conservi per annusartele ogni volta che ti va, trovando la scusa che portino fortuna e che abbiano poteri divinatori.

Esempio 3: Il ciccione nauseabondo di cattivo gusto
Quel tipo lì è ciccione, puzza, ha l’ascella chiazzata e ha i risvoltini corti alle caviglie e ti fa schifo.
Non è detto che tu sia superficiale. Siccome nel corso della tua squallida vita hai imparato a catalogare le persone secondo ordini di appartenenza, sai già che spesso un’uniforme equivale a un certo tipo di atteggiamento, infatti qualche volta ci azzecchi e ti senti così fiero che devi dirlo a tutti per sentirti migliore. Dimenticando però che la scorsa estate a Ischia hai fatto il bagno in mutande perché te ne sei sbattuto di portarti quel solito costume a pantaloncino a fiori che praticamente è inutile prendere il sole perché non ti fa abbronzare un cazzo e passi l’ inverno e ripeterti “mai più” ma poi ci caschi ancora e ancora…

Esempio 4: Il ciccione nauseabondo di cattivo gusto e ignorante
Quel tipo lì è ciccione, puzza e ha l’ascella chiazzata, ha i risvoltini corti alle caviglie e sta dicendo ad alta voce al telefono che odia gli omosessuali, gli immigrati e che le donne sono inferiori.
Non sei superficiale. Hai cercato di andare al di là delle apparenze ma hai ascoltato dei concetti veramente ridicoli perché privi di qualsiasi logica etica e scientifica.
Immaginiamo il caso in cui vi avviciniate a lui per cercare un dialogo costruttivo (immaginate il tipo seduto su una panchina all’ombra, ha un padrepio tatutato sul braccio e le caviglie scoperte che emergono fiere dall’abbraccio mancato tra il mocassino scalzinato e il pantalone a zompafuosso.

«Salve»
Il tipo si guarda e si indica col dito, tace. Forse vi ha scambiato per “uno di quelli là che fanno quelle cose dei bambini tipo l’Unicefs, già una volta l’hanno fermato e gliel’aveva detto che già tiene i problemi suoi e non ha tempo, già l’hanno fermato pure quelli del sangue”
«Che ti hanno fatto gli immigrati?» Insistete.
Non risponde. Poi vi dice: «Non mi serve niente»
«Non vendo i calzini, tranquillo»
«Ah» Risponde.
«Embè?» Vi domanda.
«Che ti hnno fatto gli immigrati?»
«Chi?» Vi chiede.
«Gli immigrati»
«Gli emirati?»
«Eh gli immigrati»
«A me niente, perché?»
«Per curiosità, sentivo che stavi parlando degli immigrati…»
«E quelli arrubbano e si pigliano il lavoro eh, ma perché?»
«Così, semplice curiosità…» Alzate le spalle.
Cala il silenzio.
«Ma perché tu sei emirato?» Vi domanda dopo un po’.
«Io? No no, per carità io sono napoletano al 100%» Rispondete con marcata cadenza meridionale per cambiare strategia, in modo da rendervi amico il nemico, lo schifoso, e fargli dire la sua sull’argomento in modo libero.
«Bravo, qua va a finire che rimaniamo solo io e te di Napoli. Il resto tutti stranieri, stranieri e ricchioni…»
Sorridete
«I ricchioni?»
«Eh bravo tutti sti fatti dei gay che si vogliono sposare…»
«Eh»
«Cioè io non ho nulla contro gli emirati, cioè io viaggio pure, il viaggio di nozze l’ho fatto in Thailandia, però poi sono tornato a casa mia, capito?»
«Eh, bravo» Rispondete.
«Io non dico non dovete fare le cose vostre, ognuno è libero di fare quello che vuole, però fatelo a casa, non per strada dove ci stanno i bambini, eh i bambini, poi chi glielo dice al bambino che due maschi o due lesb’ si stavano dando i baci? Quello poi pensa che è la normalità e va dall’amichetto e si confonde»
«Eh bravo» Lo seguite.
«Quello fa bene Trump che li schifa. Vengono qua e si pigliano il lavoro. Poi rubano e non abbiamo il lavoro»
«Eh» Dite schifati.
«Eh…» Dice lui perplesso.

Cala il silenzio. Intorno la gente cammina avanti e indietro e alcuni ragazzini hanno marinato la scuola e stanno colpendo i passanti col pallone per passare il tempo, tra un chitemmuorto e un altro, vecchie e stranieri per lo più.
Ridono, sanno che a loro la vita ha riservato un trattamento migliore.
Il capobanda urla agli altri di proseguire, è contento oggi, suo padre è appena uscito dalla galera e starà con lui per un po’ fino al prossimo guaio, poi tornerà da sua nonna, che lo crescerà alla buona come ha fatto fino ad ora, fino a che non avrà una donna da ingravidare e figli da mantenere.
Piccioni cacano su Dante

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Ateo, vegetariano, accarezzatore di gatti, fotografo di bagni pubblici, poeta mai per scelta, psicologo in divenire, a volte cammino. Nel tempo libero intreccio fiori e invio foto oscene.
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